La mia fragilità è il mio tormento, ma è anche il mio punto di forza, perchè è da essa che io prendo consapevolezza di me stessa e mi metto in discussione. La fragilità non la si combatte cercando di indossare la maschera della persona forte, che non ci appartiene né ora né mai. La si può superare “trasformandola” in una nuova sensibilità verso le persone ed il mondo intero. Si è fragili perchè si è ipersensibili. Si è fragili perchè riteniamo che gli altri e gli eventi possano continuamente sopraffarci. Si è fragili perchè si ha paura di vivere, con il continuo timore di essere rifiutati.
Ma la fragilità, proprio per questa sua stessa “tremante” natura, contiene in sé anche una specie di “tesoro occulto”, una particolarissima qualità positiva : quella di sapere ascoltare, scrutare, “sentire”, immedesimarsi negli altri, avere una percezione particolarmente amplificata dell’invisibile o del meno noto.
Se riesco a pormi in sintonia con questo “cuore pulsante” della mia fragilità, ecco che, quasi per incanto, la mia fragilità può trasformarsi in una forza nuova di incontro, anzichè essere soltanto il mio angoscioso tormento. Basta fermarsi un attimo e riflettere.
Anche le nostre paure, in quanto “umane”, contengono in sé una “scintilla di Divino”. Basta saperla cogliere per rinascere a nuova vita.
