Nella sala d’aspetto di una piccola stazione di provincia, alcuni viaggiatori stanno attendendo, una sera, l’arrivo di un treno locale ; uno di quei treni sempre in ritardo, inesorabilmente lenti e quasi ansimanti, che richiedono, da parte dei viaggiatori in attesa, molta pazienza ed una concezione del tempo assai dilatata, dove qualunque tipo di fretta deve essere assolutamente bandita.
I viaggiatori, dopo un primo momento di silenzioso imbarazzo, cominciano lentamente a dialogare fra loro, e, com’è naturale, ben presto la conversazione, prendendo gradatamente quota, si concentra sul viaggio che ciascuno sta intraprendendo, sulle ragioni che lo determinano, sugli obbiettivi che si spera di raggiungere, sulle emozioni particolari che lo animano.
Via via che la conversazione generale si sviluppa, prende forma un variopinto affresco di personaggi umani, alcuni dei quali sono protesi ad inseguire un proprio “sogno”, un proprio progetto di vita, uno sforzo di trasformare il proprio futuro, muovendo da un’intensa insoddisfazione nei confronti del presente ; altri , più pratici e concreti, perseguono obbiettivi più realistici di lavoro e di carriera ; altri ancora viaggiano, invece, per “fuggire”, non per “trovare”. Non mancano poi gli “scettici”, che non credono assolutamente nei sogni e viaggiano solo per svago, o per ingannare la noia.
Nel corso della conversazione, si delineano le seguenti tipologie :
• Il viaggiatore amoroso, che sta inseguendo una grande storia d’amore.
• Il viaggiatore lavoratore, che insegue un sogno di carriera, per il quale “ solo il lavoro nobilita l’uomo “.
• Il viaggiatore filantropo, che insegue il grande ideale del bene dell’umanità.
• Il viaggiatore giovane, che insegue un sogno di autonomia da genitori troppo autoritari o troppo protettivi.
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• Il viaggiatore scettico, che viaggia per sconfiggere la noia e non crede nei sogni.
• Il viaggiatore fuggitivo (da una delusione d’amore, da una sconfitta lavorativa, da un senso di colpa).
• Il viaggiatore intellettuale, aristocratico, tagliente e narcisista, che gioca a fare il sapiente su ogni argomento ed è sempre pronto alle più sofisticate citazioni.
• Il viaggiatore epicureo, gaudente e spensierato a caccia di piaceri d’ogni genere, sempre nuovi ed eccitanti.
• Il viaggiatore insoddisfatto della propria vita, che si muove per trovare la felicità.
• Il viaggiatore spirituale, che viaggia per placare una propria profonda inquietudine mediante una ricerca di Dio.
Nella generale conversazione, ogni viaggiatore interagisce con gli altri alla luce delle convinzioni e dello stile di vita del proprio personaggio, cercando di difendere ed affermare il proprio punto di vista.
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Soltanto un viaggiatore, misterioso e taciturno, se ne sta appartato in un angolo, osservando tutto ciò che accade, senza interloquire. Egli, però, annota scrupolosamente tutte le emozioni e le impressioni che prova nel corso dei vari dialoghi, ed alla fine, prima che il treno arrivi, leggerà, a sorpresa, ciò che ha scritto, agli altri viaggiatori.
Ogni partecipante allo psicodramma, è stato invitato a scegliere liberamente di personifcare uno dei viaggiatori, interagendo con gli altri alla luce delle caratteristiche del personaggio scelto. Come di consueto, anche in questo caso lo psicologo ha avuto la funzione di “oggettivare” tutto ciò che è accaduto durante la performance, evidenziando le modalità emotive che ciascuno dei partecipanti ha lasciato emergere nel corso della interazione dinamica con gli altri.
