Liberare il futuro dai veli della disperazione.

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C’è un’immagine inquietante, che ha sempre affascinato la mia fantasia e stimolato le mie riflessioni : il famoso quadro del grande pittore surrealista R. Magritte (1898-1967), “Gli amanti” (1928), conservato a New York nella Zeisler Collection. Il quadro rappresenta un uomo e una donna a tre quarti di busto, che dovrebbero baciarsi, ma i cui visi sono interamente avvolti in un panno bianco che impedisce loro di vedersi, di conoscersi, o, meglio, ri-conoscersi. Tale contenuto, intensamente conturbante, lascia trasparire una angosciosa situazione di tragica incomunicabilità, di amore muto e impotente, di contatto e di condivisione impossibile, di fatale estraneità reciproca, di identità negata.

Mi sono chiesta più volte se questa sia l’unica interpretazione esclusivamente possibile del quadro, su cui la critica generalmente converge. E’ probabile che il messaggio di Magritte non vada oltre questo orizzonte di cupo pessimismo che, come nel “sudario” che copre i volti degli amanti, avvolge l’umana comunicazione e la vita stessa.

Ma qualcosa dentro di me si è spesso come ribellato dinanzi a questo forzato confinamento interpretativo. Un quadro, al di là del suo statico contenuto rappresentativo, può essere anche una “offerta”, una “provocazione”, un invito dinamico ad andare oltre, a superare il limite dell’immagine per intravedere dietro di essa uno spazio di riflessione possibile, dove il visitatore può muoversi liberamente, diventando lui stesso protagonista di nuove aperture interpretative.

Ebbene, in questa prospettiva, il quadro di Magritte mi ha talvolta “parlato” in modo diverso rispetto all’usuale significato. Esso mi è apparso non più soltanto come una disperata constatazione di non-senso, ma anche come un “programma” da realizzare in un tempo futuro, dove la possibilità di “squarciare” i velami che attualmente ci impediscono di conoscere e di conoscerci possa divenire una realtà luminosa e autentica.

Questo pensiero mi si è presentato alla fine del “vecchio” anno 2015 e all’ inizio del “nuovo” anno 2016. E’ stata una preziosa occasione per augurare a tutti coloro che leggeranno questa pagina, di potere “aprire” la propria vita alla speranza di un futuro migliore, liberando la propria anima dai “veli” che ci assediano e ci avvolgono dovunque, impedendoci, proprio come accade agli amanti di Magritte, di sentirci liberi di amare, di sperare, di sognare, di costruire, di comunicare, di suonare nella grande Orchestra dell’Universo. Che in ognuno di noi il 2016 possa rimettere in movimento il Tempo, facendoci ritrovare la gioia di viaggiare nella Vita per scoprire la bellezza di nuovi orizzonti !

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