In un Grand-Hotel di alta montagna si svolge un ballo mascherato,destinato a viaggiatori d’eccezione:vi possono partecipare solo persone in cerca d’una propria identita’,disposte intensamente a rinunciare alle proprie maschere.
La direzione del Grand-Hotel accetta tutte le iscrizioni:ma ogni partecipante deve,prima di accedere al salone dove si terra’il ballo,rispettare scrupolosamente le seguenti regole:
1)innanzitutto,dovra’ dichiarare per iscritto e in segreto al Direttore di sala la propria identita’reale(o almeno quella che ritiene essere la propria identita’reale):per farlo,pero’,dovra’usare una sola parola,cioe’scegliere un aggettivo,o altro,che,secondo l’opinione personale,e’ in grado di racchiudere sinteticamente,quasi come in una simbolica fotografia,l’immagine che egli ha della propria personalita’.
2)Quindi dovra’dichiarare la maschera che ha scelto di indossare per partecipare al ballo.Tale maschera consistera’in un altro aggettivo,o parola,attinente alla prima dichiarazione,ma dalle caratteristiche opposte,in cui la persona si calera’per comunicare con gli altri nel corso del ballo.
Inizia il ballo e le persone dialogano fra loro,usando le proprie maschere come mezzo di comunicazione,e,soprattutto,cercando di sedursi reciprocamente attraverso la propria identita’ apparente.
Nel corso del ballo,pero’,ogni persona cerchera’ maliziosamente,mentre diaologa,seduce e si fa sedurre,di scoprire quale sia la reale identita’,cioe’ la parola nascosta,degli altri interlocutori.Ovviamente,ogni persona cerchera’ di sviare la ricerca altrui,mirante a penetrare la propria maschera,mentre a sua volta tendera’ trabocchetti agli altri,per indurli a scoprirsi:ne nasce un intreccio gioioso,malizioso e scintillante,ricco di equivoci e colpi di scena.
Difendere la propria identita’ reale,tuttavia,non e’ semplice,perche’fra i partecipanti al ballo vi sono due rappresentanti della Direzione,che conoscono perfettamente quale sia la reale identita’dichiarata da ogni persona.Essi non devono mai rivelarla assolutamente,ma,intervenendo nel dialogo collettivo,devono cercare di mettere in crisi ogni persona agli occhi degli altri,cercando di farla cadere in contraddizione con se stessa,per fare in modo che si intuisca quale sia l’identita’ nascosta.
Dei rappresentanti della Direzione,uno e’ apertamente implacabile e tagliente,l’altro e’ sottile,malizioso,apparentemente protettivo e mediatore,ma in realta’dialettico,penetrante e piu’ pericoloso.
A mezzanotte il ballo ha termine:allora saranno gettate le maschere,ciascuno svelera’chi sia veramente,e tutti i partecipanti si scambieranno le proprie idee e opinioni.anche sull’eventualita’che l’identita’considerata reale da ciascun partecipante non coincida con la percezione che gli altri hanno di lui.
Questa traccia di psicodramma mira a far riflettere sulla identita’personale e sociale dei partecipanti,cioe’ sulla percezione che ciascuno ha di se stesso,sulla percezione che gli altri hanno di lui e sui meccanismi di difesa di cui ciascuno si serve per apparire agli altri.La funzione dello psicologo sara’ quello di oggettivare e chiarire il complesso intreccio di tutte queste variabili intersoggettive.
