Tarzan della giungla, o della libertà

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Un vecchio amico di famiglia, oggi, è venuto a farmi visita e vedendomi indaffarata ed affannata nel disbrigo di alcuni lavoretti casalinghi, mi ha chiesto improvvisamente : “Ma Luisa, tu ti senti veramente libera?”.

La domanda mi ha colta di sorpresa e mi ha lasciata inizialmente perplessa ; poi, la mia immaginazione e i miei ricordi di quando ero adolescente sono balzati improvvisamente in primo piano, riportandomi in mente la figura di un personaggio che un tempo fu il protagonista di molte mie letture appassionate, e che ancora rimane scolpito nel mio cuore : il famoso Tarzan della giungla, il mitico “eroe” creato dallo scrittore statunitense Edgar Rice Burroughs (1875-1950), spesso portato anche sullo schermo.

Ma vedi, quando ero ragazza, io ho letto quasi tutti i libri di Edgar Rice Burroughs, l’inventore della figura di Tarzan. Tarzan mi ha sempre affascinato perchè personificava il simbolo dell’uomo completamente libero : libero di rimanere in silenzio e in ascolto dinanzi allo spettacolo meraviglioso della natura ; libero di parlare, di gioire e di costruire poesie stupende sulle emozioni che che la natura ispirava ; libero di andare, venire, spostarsi da un albero all’altro ; libero di amare, di sognare, di infuriarsi, di essere dolcissimo, di appassionarsi, di rattristarsi, di ridere, di piangere, di fare le linguacce, di essere vecchio e bambino insieme, saggio e folle nello stesso tempo.

Mi affascinava soprattutto il fatto che tutta questa danza di emozioni avvenisse sempre in piena libertà di scelta, senza essere imposta da nessuno o da circostanze esterne. Vivere nella giungla in piena libertà non è facile. Tarzan ci riusciva. Per questo mi ha sempre affascinato.

Dentro di me dicevo:-Luisa devi però osare sentirti libera anche quando sia necessario! Libera di essere stanca, libera di non “soddisfare” a tutti i costi i bisogni di chi mi sta intorno. Perchè se questo incubo si impadronisce di te, tu non sei più libera!
Ho scelto di essere libera!

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