Al mio amico Sandro Musco

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Scusate la mia emozione, ma e’ un caso per me veramente singolare trovarmi, in questa sede, a parlare di una persona di grandissima levatura umana e culturale, che mi e’ stata molto cara, dapprima come Professore e successivamente come un amico, sul quale poter continuamente contare. Un amico disponibile, affidabile, sempre prodigo di parole forti, incisive e stimolanti, dettate da un’intelligenza acuta e nel contempo ironica, propria di chi sa gestire la cultura sul piano non meramente accademico, ma come stile di vita, come proposta di arricchimento ed abbellimento dell’anima.Io ho conosciuto il Prof.Musco seguendo inizialmente le lezioni che svolgeva presso la Facolta’ di Lettere e Filosofia. Egli divenne subito il “mio” Professore. Ovviamente era il Professore di tutti noi studenti, ma il suo insegnamento ed il suggestivo piano di studi che egli proponeva, si rivolgeva soprattutto a coloro che avessero intenzioni autenticamente serie, ed io mi sentii immediatamente fra questi. Mi colpiva molto il suo modo di insegnare, ricco di profonde ed affascinanti conoscenze, che egli, pero’, sapeva porgere in modo piacevole, spesso con osservazioni e battute inaspettatamente brillanti, che tenevano sempre desta l’attenzione dell’uditorio. Non tutti, talvolta, riuscivano a cogliere il senso degli argomenti ch’egli trattava, rimanendone come disorientati; ma io percepii fin dall’inizio la potente forza stimolante del suo messaggio didattico. Nel mio cuore e’ rimasto scolpito in modo veramente indelebile il ricordo del giorno in cui egli, dopo una lezione, si avvicino’ a me, chiedendomi perche’ avessi deciso di studiare filosofia. La sua inaspettata domanda mi creo’ non poco imbarazzo, tuttavia, dopo qualche esitazione, mi venne fatto di pensare a Socrate, e gli risposi : “Professore,studio filosofia perche’ so di non sapere. La consapevolezza della mia ignoranza, ad un certo punto della mia vita, e’ diventata cosi’ acuta e insostenibile, che ho cominciato ad interrogarmi sul senso della mia esistenza, scoprendovi un profondo vuoto, con una insoddisfazione crescente che mi incalza senza lasciarmi tregua…. E’ per trovare qualche risposta a questa mia strana vertigine che ho iniziato questo percorso”. Egli mi guardo’ in modo assai penetrante, ma nello stesso tempo accogliente e quasi affettuoso, e mi disse : “Brava! Tu non devi mai mollare! Fino a quando avrai un barlume di vita, devi cercare e studiare,senza perdere mai la passione per la conoscenza! Devi farlo perche’ in realta’ e’ quello che veramente desideri!” Da quel momento cosi’ decisivo,il Prof Alessandro Musco divenne per me un vero e proprio “padre spirituale”, a cui ricorrevo quando mi assaliva la penombra del dubbio. Mi bastavano poche sue parole e, spesso, anche qualche sua divertente battuta per riprendere fiducia e tornare nuovamente a sentirmi viva. I suoi insegnamenti e pensieri rimarranno sempre incisi nella mia mente e nel mio cuore, come bassorilievi cesellati dallo scalpello della sua saggezza. “Non serve studiare passivamente. E’ necessario educarsi al pensiero critico e poi camminare alla ricerca della Verita’ senza mai stancarsi, fino a chiedere a se stessi l’impossibile!” Dai suoi gesti e da tutto il suo comportamento emanava una personalita’ forte, determinante, apparentemente burbera e irraggiungibile, ma in realta’ generosa, disponibile e assolutamente lontana dalla mediocrita’ di chi si sofferma su false apparenze e si lascia condizionare dai pregiudizi. Egli era dotato del particolare istinto di chi sa “guardare oltre la siepe”, ed io, personalmente, gli devo molto per essere stata da lui accolta, rispettata e riconosciuta come donna sempre coraggiosa, animata dal desiderio di mettersi in discussione e aprirsi umilmente alla meraviglia della conoscenza. Oggi, nella mia piccolezza,io mi trovo qui ad avere l’onore di parlare di un personaggio di stupendo spessore, che tanto ci manca e, soprattutto, mi manca e manchera’ per sempre. A lui, – al Professore prima,all’amico poi – voglio ora rivolgermi direttamente, col cuore colmo di intensa commozione, dicendogli : “Caro Professore Alessandro Musco, mi manchi moltissimo ; mi mancano i tuoi insegnamenti, la tua saggezza, le tue battute divertenti. Senza di te,adesso, io mi sento inesorabilmente sola. Ma c’e’ un unico modo di elaborare il doloroso lutto che la tua scomparsa ha lasciato dentro di me : mettere in pratica tutto quello che mi hai insegnato e farne l’abito festivo da indossare per camminare sicura sull’impervio ma affascinante sentiero della conoscenza. Adesso mi rivolgo a te caro amico mio : Sono certa che tu mi stai ascoltando, che mi sei vicino, che mi guiderai lungo questo nuovo percorso e ne sarai felice, perche’ essere saggia Guida di chi ama il sapere e’ stata sempre la tua piu’ luminosa vocazione.

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