E’ giusto pensare ai figli se dopo anni per incompatibilità di carattere in uno dei coniugi si insinua l’idea di una separazione? I figli possono intervenire ed impedire che questo avvenga ?
Non è possibile dare una risposta generalizzabile a questo quesito. Ogni situazione è e sarà sempre diversa, e valutabile solo caso per caso. In teoria si potrebbe dire che i figli – fortunatamente – sono destinati a crescere e ad allargare possibilmente il loro “campo di comprensione”, per cui possono essere progressivamente in grado di comprendere le ragioni di una separazione, smaltendo, in tal senso l’eventuale trauma iniziale provocato dall’evento. Quanto ad un loro possibile “intervento” per impedire la separazione stessa, anche in questo caso, la risposta non può che riflettere una casistica del tutto individuale.Occorre sempre valutare quale tipo di valore rappresenti la famiglia agli occhi di chi si vorrebbe separare.
Molte persone vivono il valore della famiglia come una sorta di “imperativo categorico” che non può assolutamente essere tradito. Ciò dipende molto dall’educazione ricevuta e dai legami affettivi che hanno costellato il proprio passato.In questo caso, la separazione, anche se pensata e desiderata, sarà sempre estremamente penosa, se non addirittura impossibile. Nel caso in cui, invece, il peso del valore della famiglia sia meno avvertito, la separazione, col conseguente problema dei figli, può essere affrontato in termini più “spregiudicati” ed elaborato secondo madalità più elastiche.
Lo “spettro” delle variabili in gioco in una separazione è assai ampio e variegato. Formulati alcuni sistemi di riferimento generali, è assolutamente necessario, poi, discendere sulla casistica individuale. Ogni separazione avviene sempre in un contesto : tale contesto è costituito essenzialmente dalla storia individuale della persona che vuole o vorrebbe separarsi. Se non si entra minimamente in questa storia, non sarà mai possibile fornire risposte esaurienti, che non lascino fuori campo variabili di sicura importanza.
Sarebbe giusto che la persona che pone questi quesiti si rivolgesse a qualcuno per esaminare insieme a lui le variabili personali che sono in gioco nella situazione. Già porsi il problema se i figli possano impedire o no la separazione, è un quesito significativo, che indica conflittualità e sofferenza.
I quesiti che pone questa persona indicano una notevole “vischiosità” decisionale. Questo è segno di una conflittualità molto pesante che solo in un dialogo molto individualizzato può essere affrontata
