Famiglia allargata. Una conquista di civiltà

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Famiglia allargata. Una conquista di civiltà (a cura di Maria Luisa Valenti)
Un lettore della nostra pagina mi ha chiesto recentemente di esprimere una mia opinione sul concetto di “famiglia allargata”. Pubblico la risposta che ho ritenuto di dover formulare, nella convinzione che possa indurre molte persone a riflettere sull’argomento.

Fra i tanti neologismi che caratterizzano (e spesso affliggono) la nostra epoca, l’espressione “famiglia allargata” ha costituito un nuovo e forse necessario orizzonte nell’ambito del diritto familiare. Sicuramente si tratta di un modo del tutto innovativo, rispetto al passato, di rimodellare le relazioni intrafamiliari dopo una separazione, nel caso che vi siano dei figli.

Un tempo sarebbe stato del tutto impensabile che due persone, dopo la rottura del loro rapporto coniugale, potessero continuare a sussistere come coppia per provvedere adeguatamente alla cura dei figli. Oggi, il concetto di “famiglia allargata” nell’ambito dell’ “affidamento congiunto” dei figli, al di là della separazione dei coniugi, rappresenta una forma di tutela per i soggetti fatalmente “passivi”, cioè i figli, che si trovano a subire gli effetti del dissesto affettivo che ha colpito i genitori. Giustamente, la nuova figura giuridica dell’ “affidamento congiunto” muove dal presupposto che se un rapporto fra un uomo e una donna può finire, il legame con i figli non potrà mai venir meno nè essere sostituito da altri tipi di soluzioni. Dopo la separazione, pertanto, i genitori sono chiamati a proseguire “insieme” il loro progetto educativo nei confronti dei figli, superando con saggezza e intelligenza tutte le spigolosità che sono inervenute nella loro relazione.

Io, personalmente, trovo d’istinto assai bella l’immagine della “famiglia allargata” e la considero come una grande conquista civile, piena di dignità e di “sapienza”, anche se le tracce delle cosiddette “ferite narcisistiche” subite da ciascuno dei componenti di una coppia in stato di separazione sono spesso un arduo ostacolo da superare. Però, ritengo assai giusto e anche doveroso che entrambi i genitori, dopo la tempesta della separazione, si sforzino di mettere da parte i reciproci rancori personali per creare un rapporto quanto più possibile solidale e in certi casi persino amichevole per il bene dei figli. Se può essere giusto che due persone che non si amano più si separino, é altrettanto giusto che, ove vi siano figli, essi riescano nel modo più intelligente possibile ad accordarsi e continuare a collaborare per il bene dei figli. In questo senso, la “famiglia allargata” é un compito che vale la pena realizzare con la massima buona volontà, anche se ne é difficile la gestione.

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