I bambini hanno gli occhi colmi di cielo. Guardano sempre in alto. Devono crescere. Devono salire verso il possibile. Avvicinarsi alle stelle. Diventare viaggiatori dei cieli stellati. Visitare l’Infinito. Farselo amico. Dialogare con l’Impensabile per imparare a pensare.
Coltivare un sogno di cielo per potere vivere meglio su questa Terra, e rispettarla. Diventare amici delle Comete per non cessare mai di meravigliarsi. Scoprire Armonie cosmiche sempre nuove per diventare promotori di pace.
I bambini guarderanno sempre il cielo. Nel cielo c’è la Speranza. Nel cielo c’è l’Amore. Nel cielo ci sono i Soli che riscalderanno e alimenteranno sempre la Vita. Nel cielo c’è l’inestinguibile Creatività. Non impediamo ai bambini di guardare il Cielo. Non obblighiamoli mai ad abbassare gli occhi verso la Desolazione del mondo dei Grandi che si sono dimenticati del Cielo. Nel mondo ci sono molti Grandi che hanno perduto il Cielo. E odiano i bambini che guardano il Cielo. E li uccidono per chiudere per sempre quegli occhi colmi di cielo. Li considerano scomodi. Ne hanno paura. Sono ormai ciechi. Senza luce. Figli dell’Ombra. Come l’Assassino di Tolosa.
A lui, idealmente, voglio rispondere con una favola che ho dedicato a mia figlia, in occasione del suo compleanno. Una favola che parla di Cielo, appunto.
C’era una volta una bambina assai simpatica e un po’ curiosa, che si chiamava Ludovica, e che amava molto osservare il cielo, specialmente di notte, quando c’erano le stelle.
Questa bambina sapeva che le stelle sono come dei grandissimi soli, simili a quello che noi vediamo sorgere tutte le mattine, quando inizia il giorno ; quando c’è troppa luce, noi non le possiamo vedere, ma non appena fa buio, ecco che tutti quei soli diventano visibili e riempiono tutto il cielo, a milioni ! Noi vediamo la loro luce come un piccolo punto luminoso perché sono lontanissimi, ma spesso quei soli sono in realtà enormi e più grandi dello stesso sole che noi conosciamo !
Però, come erano belle tutte quelle piccole luci lontane, che
brillavano come tante lucciole sul grande prato scuro della notte !
Ludovica era così incuriosita da quel mondo misterioso, che tutte le sere, prima di addormentarsi, si affacciava per un po’ alla finestra della sua camera, per guardare quello spettacolo così affascinante : e che tristezza, se per caso, come qualche volta capitava, specialmente d’inverno, il cielo era coperto dalle nuvole che impedivano la visione delle stelle !
Spesso le sarebbe piaciuta diventare leggera come un uccellino, per volare verso la grande cupola del cielo sconfinato, a vedere da vicino come era fatta una stella : ma …. era un viaggio che si poteva fare solo con la fantasia, purtroppo ….
Neppure diventando una grande pilota d’aeroplani sarebbe stato possibile avvicinarsi ad una stella : mai nessuno c’era riuscito, e poi, non sarebbe bastata tutta la benzina di questo mondo per arrivarci !
Forse, con un’astronave potente, come una di quelle del film “Guerre stellari”…. : già ! però ancora quelle astronavi non erano state inventate nella realtà !
Allora, non rimaneva altro che sognare ; e Ludovica in questo era molto brava.
Tutte le sere, dopo avere osservato il cielo, quando si addormentava, sognava di essere una grande esploratrice stellare, ammirata da tutti, che viaggiava instancabile per gli spazi sconfinati, da una stella ad un’altra, su una grande astronave d’argento, a fare scoperte strane e meravigliose, fra mille avventure emozionanti.
Poi, però, quando faceva giorno, i sogni svanivano e tutto ritornava come prima : Ludovica si alzava, si lavava, si vestiva, il babbo o la mamma lo accompagnavano a scuola e così iniziava la sua giornata : bella, interessante, ricca di novità, di cose nuove da imparare, di gioie, di divertimenti, di amicizie. Tutto, però, lontano dalle stelle, che rimanevano sempre, per Ludovica, il sogno segreto che teneva occupate le sue notti !
Ludovica da brava e giudiziosa bambina che era, sapeva bene che ormai doveva rassegnarsi a vedere le stelle sempre da lontano, come fanno tutti, ma non poteva fare a meno di essere un po’ triste e delusa per questo noioso ostacolo : si sentiva un po’ prigioniera nella sua piccola stanza, quando, la sera, si accendevano quei milioni di luci scintillanti e festose, che lei guardava con grande curiosità, ma che mai avrebbe potuto raggiungere ! Che farci ? Non rimaneva che continuare a sognare !
Per fortuna c’erano tante cose interessanti da scoprire anche nel mondo di tutti i giorni, dove Ludovica viveva, studiava e giocava ! Tutto questo era assai consolante : anche il mondo della luce offriva tante meravigliose scoperte, ed era bello come il mondo misterioso delle stelle !
Un giorno di primavera, pieno di sole, di profumi, di colori e di cinguettii, Ludovica correva beata con la sua bicicletta sui prati pieni di margherite che circondavano il palazzo dove abitava. L’Inverno finalmente se ne era andato, e già si respirava un’aria di festa, quasi di vacanze !
Com’era bello sentirsi accarezzata dal tiepido venticello primaverile, che trasportava tanti piccoli fiocchi bianchi che si staccavano dagli alberi in fiore ! Era proprio un grande spettacolo, e Ludovica si sentiva leggera come una piuma !
Ad un tratto, però, mentre faceva un nuovo giro, la sua attenzione fu attirata da una inaspettata scoperta : proprio sul retro del suo palazzo c’era un piccolo negozio, con una vetrina tutta colorata e piena di riflessi luminosi !
Ludovica frenò di colpo, sorpreso e meravigliato : passava tutti i giorni da quel luogo, proprio dietro casa sua, e quel negozio, sinceramente, non lo aveva mai visto : anzi, non c’era mai stato ! Però, forse, chissà – pensò giudiziosamente Ludovica – potevano averlo aperto da poco e lui non se n’era ancora accorto …. Ma la cosa continuava ad essere sicuramente un po’ strana ….
In ogni modo, Ludovica scese di bicicletta e si avvicinò incuriosita al negozio, attirata da quella vetrina così piena di luci e di colori : sbirciò dentro e …. rimase a bocca aperta per la meraviglia ! Era un negozio pieno zeppo di aquiloni : di tutti i colori, di tutte le forme, grandi, grandissimi, piccoli, medi, a fiori, con disegni di animali reali e fantastici, con immagini di bimbi, con paesaggi bellissimi : una vera gioia per gli occhi spalancati e stupiti della piccola Ludovica !
C’era veramente da perdersi in mezzo a tutta quella varietà festosa : quegli aquiloni erano così belli che sarebbe stato molto difficile sceglierne uno senza desiderarli tutti !
La porta del negozio era aperta e Ludovica si avvicinò timidamente alla soglia, un po’ combattuta fra la voglia di entrare per vedere da vicino tutte quelle meraviglie e il desiderio di starsene prudentemente fuori per non disturbare ….
Ma …. disturbare chi ? – si chiese ad un certo punto Ludovica. Chi potrebbe essere il negoziante che costruisce aquiloni così meravigliosi ? Sicuramente uno che ama i bambini ed è loro amico, perché gli aquiloni piacciono a tutti i bambini
…. Allora non devo avere paura di disturbare !
Rassicurata da questi ragionamenti, Ludovica entrò coraggiosamente nel negozio e …. in mezzo a tutti quei colori, vide, dietro un tavolo, sul quale erano appoggiati grandi fogli di carta colorata, pennelli, colla, forbici, spaghi, fiocchi e tanti altri piccoli strumenti, un simpatico signore anziano, con i capelli bianchi come la neve ed una lunga barba, anch’essa bianca, che stava lavorando per costruire un aquilone che le sorrideva molto affettuosamente
“Buongiorno Ludovica” le disse il signore “finalmente ti sei decisa ad entrare ; ti aspettavo, sai ? Non devi avere paura : io voglio bene ai bambini, altrimenti non costruirei tutti questi aquiloni per loro ! Ti piacciono ?”
Ludovica era rimasta muta per lo stupore : come faceva quel simpatico signore a conoscere il suo nome ? E perché lo stava aspettando ? Poi, c’era sempre il mistero del negozio che prima non esisteva ….
“Lo so che sei meravigliata e che per questo motivo te ne stai tutta zitta” – proseguì allegramente il signore – “ma io ti conosco, perché il tuo desiderio di esplorare le stelle era così forte che è stato ricevuto dalla mia piccola ma potentissima radio, che mi serve per ascoltare i desideri dei bambini più buoni e speciali, e tu sei una di questi ! Devi sapere che i desideri sono come gli aquiloni : volano alti, e tanto più sono forti, tanto più in alto salgono. Basta avere il coraggio di salirci sopra per un po’, chiudere gli occhi : ed ecco, anche noi possiamo volare dentro il nostro desiderio e vederlo realizzato ! Vedi tutti questi aquiloni ? ognuno di loro è destinato ad un bambino, di cui la mia radio ha ascoltato il desiderio ! Per ogni desiderio, costruisco l’aquilone più adatto a realizzarlo ; poi mi muovo continuamente da una città ad un’altra ; in ogni città apro provvisoriamente il mio negozio di aquiloni, aspetto che i bambini vengano a ritirare l’aquilone dei loro desideri e poi riparto, e così via, senza stancarmi mai : sono ormai più di mille anni che faccio così, e chissà per quanti anni ancora lo farò ! Oggi sono qui per regalarti l’aquilone delle stelle, che ho costruito esclusivamente per te, dopo avere ricevuto il tuo desiderio !
La vuoi vedere ?”
Ludovica aveva ascoltato il signore con crescente stupore, passando continuamente da una meraviglia ad un’altra e non riusciva a capire se tutto era vero oppure se stesse sognando. Comunque, alla domanda del signore trovò la forza di rispondere timidamente di sì. Il signore, allora, sorridendo, aprì con una chiave dorata un grande armadio e Ludovica questa volta rimase completamente a bocca aperta nel vedere quale stupendo oggetto il signore aveva preparato per lei : si trattava di un grandissimo aquilone a forma di farfalla, sulle cui ali era disegnato un bellissimo cielo stellato, tutto luccicante e pieno di raggi luminosi in continuo movimento, che lo rendevano fosforescente e vibrante, come se vi fosse stato un magico motore. L’aquilone aveva due lunghissime code, dai colori dell’arcobaleno, ed in mezzo c’era un seggiolino, dove si poteva stare comodamente seduti.
“Ecco il tuo aquilone, Ludovica.” disse il signore con un grande sorriso “Lo puoi portare a casa. Ora lo piego e lo metto in questa valigetta colorata, così lo potrai maneggiare meglio. Questa notte, quando in cielo compariranno le stelle, e quando tutti saranno addormentati, basterà che tu vada sul terrazzino della tua stanza, apra la valigetta , distenda l’aquilone sul sul pavimento, ti sieda sul seggiolino e chiuda gli occhi, pronunciando questa magica frase : “Vento, vento dalle grandi gote, soffia sul mio aquilone e fammi viaggiare fra le stelle !”, ed il viaggio che hai tanto desiderato inizierà immediatamente. Ricordati soltanto che quando le stelle cominceranno a spegnersi, perché inizia il nuovo giorno, dovrai tornare indietro, pronunciando quest’altra frase : “Vento, vento dalle grandi gote, adesso riportami nella mia stanza”, altrimenti rischieresti di rimanere sperduta nello spazio infinito.
Adesso ciao Ludovica, ci sono altri bambini che mi stanno aspettando in altre città ; ora devo iniziare a fare i preparativi per partire nuovamente, con tutto il mio negozio”. L’anziano signore porse la valigetta a Ludovica, le fece una carezza,le dette un bacio in fronte e ritornò al suo lavoro sul grande tavolo, dove continuò a costruire nuovi aquiloni.
Ludovica uscì in punta di piedi dal negozio, con la sua valigetta, tutta eccitata per la grande avventura che si stava preparando nella prossima notte ; rientrò a casa, nascose la preziosissima valigetta sotto il letto ed aspettò con impazienza che si facesse sera e che tutti andassero finalmente a dormire.
Quando il silenzio si diffuse in ogni angolo della casa, in punta di piedi si alzò e, senza far rumore, tirò fuori la preziosa valigetta e fece per filo e per segno tutto quello che il signore degli aquiloni le aveva detto : andò in terrazza e distese l’aquilone sul pavimento ; vi salì sopra a sedere e, chiudendo gli occhi, pronunciò la magica frase che gli era stata insegnata, mettendosi in ansiosa attesa.
La notte era limpidissima ed il cielo era pieno di stelle come non mai. Questo era veramente il momento più adatto per avviare il meraviglioso viaggio. Inizialmente non successe nulla, ma dopo un po’ l’aquilone cominciò a tremare tutto, a scalpitare come se fosse stato un cavallo in procinto di scattare, quindi partì velocissimo come una freccia, dirigendosi verso il cielo stellato.
Ludovica sentiva fischiare il vento negli orecchi, fortissimo ; dopo un po’ aprì gli occhi e ….oh, meraviglia ! si trovò immersa in un mondo indescrivibile di colori, di suoni, di richiami e cominciò a vedere le stelle avvicinarsi vertiginosamente : vide che erano veramente dei soli luminosissimi, ma scoprì anche che attorno a questi soli ruotavano tanti altri piccoli pianeti, come la Terra, e che questi pianeti erano abitati e pieni di vita, come qui da noi.
In molti c’erano uomini, donne e bambini, bellissimi paesaggi, con tanti animali, talvolta sconosciuti, ma pacifici e mansueti ; in altri si vedevano magnifici e stranissimi boschi, con alberi che Ludovica non aveva mai visto ; in altri ancora c’erano deserti coloratissimi, con molte oasi, e si potevano sentire suoni armoniosi di tutti i tipi, che Ludovica ascoltava con grande gioia. Insomma, tutto l’universo era come una grande, festosa orchestra, in mezzo alla quale Ludovica volava libera e felice sul suo scintillante aquilone, senza incontrare nessun ostacolo. Talvolta si avvicinava molto alle stelle e gli abitanti dei pianeti lo vedevano e lo salutavano allegramente, come se lo conoscessero da sempre!
Così Ludovica navigò a cavallo del suo aquilone per tutta la notte, fino a che non cominciò a sorgere il nuovo giorno e, con la luce, le stelle che aveva visto iniziarono a spegnersi lentamente.
“E’ ormai tempo di ritornare a casa,” – pensò malinconicamente Ludovica – “bisognerà che pronunci la frase del ritorno, che il signore degli aquiloni mi ha insegnato. Ma prima voglio vedere per un’ultima volta quella stella che, malgrado sia ormai quasi mattina, sta ancora brillando”.
Così si avvicinò ad una piccola stella dorata che tardava a spegnersi, e quasi arrivò a sfiorarla. Quando fu vicinissima al piccolo astro luminoso, un’altra grande meraviglia era nuovamente riservata per lei : sulla stellina c’era il signore degli aquiloni, che le sorrideva come sempre.
“Ciao Ludovica” egli disse “spero che tu ti sia divertita a fare l’esploratrice stellare, come avevi sempre sognato ! Adesso è giunto il momento che tu torna indietro ; ma prima, voglio lasciarti un ricordo di questo indimenticabile viaggio.
Devi sapere che questa stella, che ogni giorno si spegne per ultima nel cielo, è tutta d’oro. Ecco, ho messo in questa piccola bottiglietta alcuni frammenti del suo oro : guarda come sono luminosi ! Se terrai questa bottiglietta sempre con te, non ti dimenticherai mai più del viaggio che hai fatto !”.
Così dicendo il signore degli aquiloni alzò la mano che teneva la bottiglietta verso Ludovica ; l’aquilone su cui Ludovica volava, come per magia, si abbassò fino a sfiorare la stella e Ludovica si trovò la preziosa bottiglietta nelle proprie mani, mentre, a quel punto, la piccola stella, con l’avanzare della luce, scompariva, e con lei scompariva anche il magico signore degli aquiloni.
Ludovica pronunciò la frase del ritorno, e, come d’incanto, si ritrovò addormentata nel proprio letto.
Quando, come tutte le mattine, fu l’ora di alzarsi per andare a scuola, la mamma entrò nella sua camera per svegliarla. Immediatamente, Ludovica pensò al suo meraviglioso viaggio e girò istintivamente gli occhi in cerca dell’aquilone che l’anziano signore dello strano negozio gli aveva regalato il giorno prima. Ma tutto era scomparso, come se non fosse mai esistito. Allora chiese alla mamma, con grande esitazione, se c’era ancora un negozio di aquiloni dietro casa. La mamma le sorrise dolcemente e le disse : “Cara Ludovica, tu hai sempre una grande fantasia : come ti è venuto in mente che possa esserci un negozio di aquiloni dietro casa, dove ci sono sempre stati soltanto dei muri ? Chissà che cosa hai mai sognato stanotte ! Adesso sbrigati, altrimenti facciamo tardi a scuola e devi ancora lavarti e fare colazione !”.
A Ludovica, dopo queste parole, vennero le lacrime agli occhi per la delusione : allora tutto, l’aquilone, il signore, il viaggio fra le stelle era stato solo un sogno ! Le stelle, purtroppo, erano veramente irraggiungibili e bisognava ormai rassegnarsi !
Ma proprio mentre stava facendo queste amare considerazioni, i suoi occhi videro, appoggiata sul cuscino, la preziosa bottiglietta con i frammenti d’oro della piccola stella del mattino, che il signore degli aquiloni le aveva donato.
Allora …. tutto era accaduto veramente ! Aveva realmente vissuto quel meraviglioso viaggio in aquilone, e, soprattutto, il signore degli aquiloni esisteva veramente !
Dopo questa magnifica scoperta, Ludovica si sentì così felice che si mise a fischiettare allegramente per la gioia, con grande meraviglia della mamma !
Adesso Ludovica diventerà grande, forse le accadrà di non viaggiare più fra le stelle, ma quella bottiglietta, che ora custodisce gelosamente fra le sue cose più care, rimarrà sempre come il segnale luminoso che tutti i sogni più belli possono avverarsi : basta crederci e desiderarlo intensamente !
Forse il Signore degli Aquiloni è sempre lì, nel suo scintillante negozio, da qualche parte del mondo, con la sua magica radiolina, ad ascoltarci e a preparare per noi aquiloni sempre nuovi e sorprendenti.
