Femminicidii, uxoricidii, infanticidii, violenze sessuali, stupri : raptus, follie schizofreniche, perdita temporanea della capacità di intendere e di volere, oppure tragici e ben più radicati fenomeni di costume?

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Femminicidii, uxoricidii, infanticidii, violenze sessuali, stupri : raptus, follie schizofreniche, perdita temporanea della capacità di intendere e di volere, oppure tragici e ben più radicati fenomeni di costume? (considerazione a cura di Maria Luisa Valenti)
Recentemente, una cara amica mi ha parlato di un suo sconcertante smarrimento dinanzi al moltiplicarsi di fatti di cronaca nera che riguardano specialmente bambini, vittime di madri o di padri assassini. Colpita in particolare da un recentissimo, nuovo caso di infanticidio, mi ha inviato il seguente messaggio : “Può una mamma uccidere una sua creatura, solo perchè il marito la tradice con un’altra, dalla quale aspetta un figlio? Quali perversi meccanismi scattano per perdere il controllo dei propri sentimenti?” Queste domande mi hanno creato una acuta stretta al cuore.Forse si può dire che sono in gioco sentimenti che con l’amore non hanno nulla a che vedere. Non sono poche le persone che scambiano o vivono l’amore con una carica che potremmo definire “animalesca”, di natura decisamente “primordiale”, dove domina il possesso cieco ed esclusivo dell’altro, o dell’altra.

Tutto ruota attorno a questo “codice di proprietà”. Anche i figli, quando esistono,sono una proprietà di tipo patrimoniale, esposti ad una forma rudimentale, anche essa primordiale, di “diritto societario” dove domina la legge dell’ “occhio per occhio dente per dente” : chi tradisce dovrà essere punito mediante la distruzione della sua quota di proprietà : se tale “quota” sono i figli, ebbene, essi saranno la quota da distruggere! Questo patto d’onore e di potere in una coppia non è una rarità. E’ un seme di violenza che finisce col manifestarsi in molte occasioni, con delitti o “carneficine familiari” del tutto assurde, dettate da una lucida follia che scambia la giustizia con la vendetta.

Spesso si pensa che ci sia una forma di follia, di raptus schzofrenico dietro questi delitti. Io ho sempre pensato, invece, che si tratti di un fenomeno sempre più tragicamente di costume : spietato quanto si voglia, ma di costume. Ovviamente un costume perverso ; ma perverso né più né meno di quanto la perversione e la follia non siano diventate un fenomeno ormai abituale in questa nostra società sempre più precaria e disperatamente priva di valori, che obbliga molte persone a regredire a livelli di emozionalità primitiva e rudimentale. Questi delitti sono la punta emergente di una vera e propria “crisi di civiltà”. Un tempo Foscolo celebrava entusiasticamente con questi versi l’uscita dell’Umanità dall’originario stato “ferino”, cioè animalesco, della vita primordiale : “”Dal dì che nozze e tribunali ed are / diero alle umane belve esser pietose / di se stesse e d’altrui, toglieano i vivi / all’etere maligno ed alle fere / i miserandi avanzi che Natura / con veci eterne a sensi altri destina….”.

Il Matrimonio, il senso e la tutela della Giustizia, la Religiosità e la “pietas” ed il rispetto per i defunti anche oltre la loro morte erano i grandi valori che schiudevano allo sguardo commosso del Poeta dei “Sepolcri”un grande scenario della nascita della Società civile. Quando nel corso dei miei studi liceali studiavo questi versi immortali, una grande commozione si impadroniva sempre di me, facendomi esultare per la bellezza della Vita e per il suo stupendo divenire. Quando oggi, sfogliando i giornali o seguendo i telegiornali, mi trovo ad ascoltare un bollettino pressochè giornaliero di orrendi delitti familiari, di violenze, di stupri, di miseria morale e materiale, mi accade di provare una nuova forma di commozione, assai diversa da quella che avvertivo quando ero una adolescente che studiava

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